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Skylab
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mwcqSkylab è la denominazione della prima e fino ad ora unica mwcgstazione spaziale degli mwcwStati Uniti d'America nonché delle mwdamissioni spaziali eseguite nel corso di questo mwdqprogetto.

Contents

Note

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Gli inizi

Già durante la fase di preparazione del mweqprogramma Apollo la mwegNASA iniziò a programmare il futuro dei voli e dell'esplorazione spaziale. A tal fine ad agosto del mwew1965 venne fondato il mwfaSaturn/Apollo Applications Office.

La NASA aveva iniziato la selezione di nuovi astronauti, che al contrario dei precedenti arruolamenti, non si basava su piloti collaudatori, ma su scienziati. Così, il 28 giugno 1965 vennero presentati al pubblico i seguenti sei mwfgscienziati-mwfwastronauti: mwgaOwen K. Garriott, mwgqEdward G. Gibson, Duane E. Graveline, mwggJoseph P. Kerwin, Frank C. Michel ed mwgwHarrison H. Schmitt. Schmitt camminerà sulla mwhaLuna (mwhqApollo 17), Garriott (l'unico dei selezionati a volare nello spazio per due volte: mwhgSkylab 3 e mwhwSTS-9), Gibson e Kerwin voleranno nello spazio con lo Skylab mentre Graveline e Michel non verranno mai scelti per una missione.

Contrariamente al programma Apollo, che perseguiva un preciso obiettivo cioè portare l'uomo sulla mwiqLuna, i fini dell'mwigApollo Application Program furono poco definiti. Vennero avanzate più proposte, sempre con l'intento di usare come base mwiwrazzi vettori del tipo mwjaSaturn con la capsula spaziale dell'Apollo. L'unico progetto ad essere effettivamente realizzato fu la stazione spaziale in orbita intorno alla mwjqTerra equipaggiata da tre astronauti. A partire da febbraio del mwjg1970 venne ufficialmente introdotta la denominazione mwjwSkylab per questo progetto.

La composizione dello Skylab

Il laboratorio spaziale Skylab era composto principalmente dal secondo stadio di un razzo vettore del tipo mwlgSaturn IB (identico al terzo stadio di un razzo Saturn V), che venne attrezzato prima della partenza con provviste ed equipaggiamento. Per il lancio si rendeva pertanto necessario impegnare solo due stadi di un Saturn V. Il lancio del veicolo spaziale fu l'unico del razzo Saturn V così assemblato. Il Saturn V in precedenza era stato utilizzato esclusivamente per il lancio delle capsule spaziali dell'Apollo.

Oltre che dal modulo principale, di forma cilindrica, lo Skylab era composto da un apposito modulo per l'aggancio dotato di chiusa d'aria ed un osservatorio solare (l'Apollo Telescope Mount, ATM). La fornitura di mwmaenergia veniva garantita da quattro mwmqpannelli solari montati presso l'ATM nonché due pannelli ulteriori montati presso il modulo principale. La massa del veicolo spaziale era di oltre 90 mwmgtonnellate, notevolmente maggiore della stazione spaziale sovietica mwmwSaljut 1 lanciata ad aprile del mwna1971.

Il lancio

Il lancio della prima stazione spaziale americana venne programmato per il 14 maggio mwnw1973 dalla mwoarampa di lancio numero 39-A di mwoqCape Canaveral. Per il giorno successivo era programmato il lancio, dalla rampa numero 39-B, del primo equipaggio della stazione, a bordo della mwogcapsula Apollo montata su di un razzo vettore del tipo Saturn IB. Tre equipaggi avrebbero partecipato alle missioni denominate ufficialmente mwowSkylab 2, mwpaSkylab 3 e mwpqSkylab 4.

Il razzo vettore Saturn V da usare per la missione Skylab 1 era leggermente più corto del razzo usato per le missioni verso la Luna, dato che non era dotato della torre con il sistema di salvataggio della capsula spaziale (mwpwLES) nonché dell'adattatore per l'aggancio del modulo lunare. Questo fu l'ultimo volo di un Saturn V.

Questa missione fu la prima in cui il conto alla rovescia per il lancio di due razzi del tipo Saturn venne preparato contemporaneamente. Una situazione analoga si era avuta nel dicembre del mwqq1965 in occasione del lancio delle missioni mwqgGemini 7 e mwqwGemini 6 avvenuto in un breve lasso di tempo.

Danni durante il lancio

Come da programma, lo Skylab 1 venne lanciato il 14 maggio mwsw1973. Dopo soli 63 secondi dal lancio, la mwtatelemetria trasmise al centro di controllo segnali preoccupanti. Evidentemente si era staccata una copertura che aveva distrutto un pannello solare nonché uno scudo di protezione contro l'impatto di mwtqmeteoriti. La stazione spaziale raggiunse la traiettoria d'mwtgorbita programmata, non era però in grado di funzionare.

Nonostante ciò, la direzione del volo fu in grado di estrarre i quattro pannelli solari principali dell'osservatorio solare, ma esistevano evidenti problemi con i restanti due pannelli. Lo scudo protettivo contro l'impatto di meteoriti aveva la contemporanea funzione di protezione termica, e la mancanza dello stesso comportò un notevole aumento di mwuatemperatura all'interno della stazione spaziale stessa, tanto che si temette la distruzione degli alimenti, dei medicinali e delle mwuqpellicole fotografiche.

Come prima reazione a questi problemi il lancio di mwuwSkylab 2 venne spostato a quando la situazione effettiva dello stato della stazione spaziale non fosse stata completamente chiarita. Contemporaneamente la direzione di volo tentò di portare lo Skylab in una posizione ottimale. Infatti, se i pannelli solari funzionanti rimanevano esposti verso il mwvaSole, si poteva sì guadagnare energia sufficiente per far funzionare la stazione ma contemporaneamente la temperatura all'interno della stazione sarebbe aumentata notevolmente. Se invece si fosse girata la stazione posizionandola in modo che la parte priva di protezione rimanesse all'ombra, i pannelli solari non avrebbero prodotto energia sufficiente per far funzionare la stazione e a far ricaricare gli accumulatori d'energia. Se non fosse stato possibile riparare i danni che si erano verificati al lancio entro pochi giorni, la stazione spaziale sarebbe stata inutilizzabile. Fortunatamente gli equipaggi delle missioni mwvqSkylab 2 e mwvgSkylab 3 furono in grado di riparare questi danni.

Equipaggi

Considerando che il lancio dello Skylab venne numerato come missione 1, le missioni con equipaggio iniziano dal numero 2:

• mwxwSkylab 2:

• 25 maggio mwyg1973 – 22 giugno mwyw1973
• Equipaggio: mwzqCharles Conrad, mwzgPaul J. Weitz, dott. mwzwJoseph P. Kerwin

• mwaqSkylab 3:

• 28 luglio mwba1973 – 25 settembre mwbq1973
• Equipaggio: mwbwAlan L. Bean, dott. mwcaOwen K. Garriott, mwcqJack R. Lousma

• mwcwSkylab 4:

• 16 novembre mwdg1973 – 8 febbraio mwdw1974
• Equipaggio: mweqGerald Paul Carr, dott. mwegEdward G. Gibson, mwewWilliam R. Pogue

Tra i compiti degli equipaggi spicca il primo incarico, cioè la riparazione delle parti danneggiate della stazione spaziale. Inoltre vennero ottenuti importantissimi risultati dell'effetto dell'esposizione per lungo tempo allo stato di assenza di mwfqgravità. Nello Skylab vennero realizzati esperimenti scientifici e medici per una durata di circa 2.000 ore comprendenti esperimenti con animali (mwfgpesci e mwfwragni) nonché molteplici osservazioni solari, terrestri e della mwgacometa Kohoutek. I tre equipaggi rimasero nello spazio per un totale di 171 giorni. Ai fini statistici si ebbero 513 giorni lavorativi dato che gli equipaggi erano composti da tre astronauti. Gli astronauti realizzarono dieci mwgqattività extraveicolari (EVA) per un totale di oltre 42 ore.

Fine dello Skylab

Dopo che la stazione spaziale era stata mwhaabitata da tre equipaggi per 28, 59 e 84 giorni, l'8 febbraio mwhq1974 venne portata dalla capsula spaziale dell'Apollo della missione mwhgSkylab 4 su di un'orbita più alta. I calcoli dei tecnici della NASA prevedevano che mediante questa manovra sarebbe stata garantita una sopravvivenza dello Skylab per ulteriori nove anni. Il rientro nell'atmosfera terrestre venne così stimato per marzo del mwhw1983. I programmi prevedevano che attorno al mwia1979 uno mwiqSpace Shuttle avrebbe agganciato un apposito modulo propulsore alla stazione per riportare nuovamente lo Skylab in un'orbita più alta.

La maggior parte dei sistemi di bordo vennero spenti e lo Skylab continuò ad orbitare intorno alla Terra per più anni senza essere particolarmente osservato. A marzo del mwiw1978 venne ripreso il contatto con lo Skylab. Venne constatato che la stazione ruotava su sé stessa con un periodo di sei minuti e che i sistemi radio funzionavano correttamente solo quando i pannelli solari erano rivolti verso il sole. I tecnici impegnarono circa una settimana per ricaricare gli accumulatori di energia. Il mwjacomputer di bordo invece continuava a funzionare in una maniera più che soddisfacente. I tecnici notarono che l'orbita dello Skylab decadeva molto più velocemente di quanto calcolato. Pertanto lo Space Shuttle non sarebbe stato pronto all'uso in tempo utile per riportare la stazione spaziale su di un'orbita più alta come previsto. Venne ipotizzato il lancio di un satellite per ripristinare l'orbita, ma il progetto non fu eseguito. Inoltre lo Skylab oltre ai danni subiti alla partenza necessitava di numerose riparazioni, fra cui un nuovo mwjqgiroscopio oltre a rifornimenti di combustibile ed equipaggiamenti. Così, il 19 dicembre mwjg1978, la NASA dovette dare l'annuncio ufficiale che lo Skylab non poteva più essere salvato. Contemporaneamente venne assicurato di minimizzare il rischio dovuto alla manovra di rientro in atmosfera. Per questo motivo, la NASA lavorò in stretta collaborazione con l'istituzione di controllo, il mwjwNorth American Aerospace Defense Command (NORAD). La NASA ed il NORAD usarono metodi di calcolo differenti per individuare il luogo e la data di rientro della stazione spaziale. Vennero presentati al pubblico ufficialmente solo i risultati del NORAD.

La NASA programmò di influire sul rientro in atmosfera mediante il posizionamento della stazione spaziale stessa. Grazie all'mwkqattrito mwkgatmosferico infatti si pensava di poter accelerare o di frenare il rientro. Mediante azionamento a distanza del meccanismo di rientro in un preciso istante si pensava inoltre di portare lo Skylab in autorotazione. Conoscendo esattamente l'mwkwaerodinamica della struttura, si calcolava di poter portare la stazione spaziale fuori da un'eventuale zona di pericolo per la Terra.

Lo Skylab precipitò l'11 luglio mwlq1979. Durante l'ultima orbita intorno alla Terra vennero sorvolate per la maggior parte le mwlgmasse d'acqua oceaniche. La NASA diede l'apposito comando per spostare la zona di pericolo lontano dall'America del Nord, dall'mwlwOceano Atlantico e dall'mwmaOceano Indiano. La stazione però si spezzò in più parti molto più tardi di quanto calcolato, tanto che la zona di collisione si trovò molto più ad est di quanto individuato. Si trattò infatti della zona a sudest di mwmqPerth nell'mwmgAustralia Occidentale, ma fortunatamente non ci furono danni a persone o cose.

Vennero costruiti un totale di tre laboratori spaziali del tipo Skylab in grado di orbitare. Il primo fu quello effettivamente utilizzato, il secondo – un laboratorio di riserva – attualmente è esposto presso il mwnaNational Air and Space Museum di mwnqWashington mentre il terzo rimase presso il mwngLyndon B. Johnson Space Center di mwnwHouston in mwoaTexas.

Per eseguire la missione vennero impegnati circa 2,6 miliardi di mwogdollari.

Note

cite-note-skylaborbitalmass-11. mwramwrqmwrgSkylab Space Station, su mwrwaerospaceguide.net.

Bibliografia

I seguenti libri pubblicati dalla NASA (tutti in mwsglingua inglese) possono essere consultati online:

• mwtq(EN) Skylab, Our First Space Station, su history.nasa.gov.
• mwtw(EN) Living and Working in Space: A History of Skylab, su history.nasa.gov.
• mwuq(EN) Skylab's Astronomy and Space Sciences, su history.nasa.gov. URL consultato il 20 dicembre 2005 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2011).
• mwuw(EN) A New Sun: The Solar Results from Skylab, su history.nasa.gov.
• mwvq(EN) mwvgSkylab, Classroom in Space (descrive i 25 esperimenti scientifici, progettati da studenti)
• mwwa(EN) Skylab: A Chronology (una cronologia), su history.nasa.gov.
• mwwg(EN) Skylab: A Guidebook (un libro d'istruzione), su history.nasa.gov.
• mwxa(EN) NASA Investigation Board Report on the Initial Flight Anomalies of Skylab 1 (relazione finale delle anomalie di volo iniziali dello Skylab 1), su history.nasa.gov.

Voci correlate
Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Skylab

Collegamenti esterni

• mwzq(DE) extrasolar-planets.com - Skylab, su extrasolar-planets.com.
• mwzw(DE) Die amerikanische Raumstation Skylab - La stazione spaziale americana Skylab, su raumfahrer.net.
• mw0q(EN) Skylab nell'Encyclopedia Astronautica, su astronautix.com. URL consultato il 20 dicembre 2005 (archiviato dall'url originale l'11 novembre 2011).
• mw0w(EN) Descrizione nel National Space Science Data Center, su nssdc.gsfc.nasa.gov. URL consultato il 20 dicembre 2005 (archiviato dall'url originale il 16 dicembre 2005).
• mw1qFotografie della NASA relative allo Skylab (ad alta risoluzione)